Lotto 32 - Asta 17 - Antiquariato e selezioni d'Alta Epoca

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Olio su tavola raffigurante Cristo deposto. Cm 52x42, attribuito Carlo Portelli (Loro Ciuffenna, 1510 – Firenze, 1574). Expertis di Emilio Negro. Opera fornita di documento di libera circolazione.


Questo interessante dipinto è ben conservato e riporta sul verso della tavola l'iscrizione “...Guad...d’our/ Coirna...Lzz” in grafia otto-novecentesca. Raffigura la classica rappresentazione del tema della “Pietà” o "Cristo Passo” che costituisce una delle iconografie più antiche e commoventi della tradizione cristiana; malgrado ciò si tratta di un tema che non ha riscontro nei Vangeli, poiché è ricordato solo nella letteratura mistica del Duecento e del Trecento - ad esempio nelle Meditationes di Giovanni de’ Cauli e nelle Rivelationes di S.Brigida di Svezia -, quando questa specifica immagine incominciò ad affermarsi con una maggiore frequenza. Come nella maggior parte delle similari raffigurazioni iconografiche, anche in questa tavola il corpo esanime del Salvatore è ritratto adagiato sulla soglia del sepolcro, a due terzi di figura e lievemente in tralice, per lasciare intravedere la ferita sul lato destro del costato causata dalla lancia di S. Longino. L’apollinea fisicità di Gesù, atta a richiamare la sua duplice essenza terrestre congiunta a quella ultraterrena, risulta ben inquadrata nello spazio scenico disponibile, mentre gli incarnati perlacei teneramente naturali sono stati ottenuti ricorrendo all’uso appropriato di tinte algide e seducenti, seppure di limitata gamma cromatica. L’ambientazione del tragico evento si svolge quindi contro uno fondale volutamente freddo ed essenziale in cui si intravedono in controluce profili collinari e rami spogli utili a far risaltare la drammaticità dei momento e parimenti la morfologia "al naturale" di questo Gesù spirato, i cui peculiari sembianti suggeriscono evidenti legami con la migliore cultura figurativa dell’Italia centrale del XVI secolo: stilisticamente la raffigurazione si distingue infatti per la gradevole elaborazione del tessuto pittorico, la discreta incidenza delle luci che illuminano il volto e il corpo del figlio di Dio, laddove le buone proporzioni del disegno anatomico testimoniano l'esecuzione di un valido artista di scuola toscana nei cui caratteri di stile si riconosce il modus pingendi di Carlo Portelli (Loro Ciuffenna/ AR, 1510 ca.-Firenze, 1568), nella sua fase di maggiore adesione ai modelli sarteschi. Gioverà rammentare che il Portelli fu allievo di Ridolfo del Ghirlandaio e già nel 1535 era diventato membro della fiorentina Compagnia di S.Luca, mentre dieci anni dopo si iscrisse all’Arte dei Medici e Speziali; dunque fu anch’egli fra i membri delle due prestigiose e potenti associazioni artistiche della capitale granducale, cosa che gli consentì di esercitare liberamente la professione di pittore. Di conseguenza Portelli divenne uno degli artisti più interessanti e richiesti fra i numerosi che durante il Cinquecento lavorarono al servizio dell’esigentissima corte dei Medici: nel prese parte all’allestimento degli apparati effimeri per le celebrazioni del matrimonio tra Cosimo I ed Eleonora di Toledo e fu in quella festosa occasione che egli traspose su tela un’invenzione di Francesco Salviati. Proprio da quest’ultimo, oltre che dagli eccentrici Andrea del Sarto e Rosso Fiorentino, derivò l’ispirazione fondamentale per le sue opere maggiormente innovative, con le quali abbandonò il pacato classicismo del primo maestro Ridolfo del Ghirlandaio in favore di più azzardate soluzioni figurative. Dunque nelle sue pitture più significative e dotate di un’indubbia originalità, si evidenziano palesi suggestioni dal Sarto e dal Rosso, nonché un'accurata tornitura delle forme desunte dallo studio dei dipinti del Bronzino: caratteri peculiari che si riscontrano anche in questo notevole Costo deposto. Sicché, per avere riprova della attribuzione avanzata, basterà confrontarlo con altri importanti lavori del Portelli quali la Disputa sull’Immacolata Concezione (Firenze, Basilica di S.Croce), la Madonna col Bambino e i Ss.Margherita e Giovanni Battista (Princeton, University Art Museum) e l'Immacolata Concezione (Firenze, Galleria dell’Accademia), tutte opere, come quella qui esaminata, in cui si evidenzia una materia pittorica compatta e levigata, tipica delle opere più suggestive eseguite da Carlo Portelli negli anni della sua piena
“maturità artistica


 



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